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Gli aeromodelli in edicola; il paradigma dello sfruttamento della passione?

In un recente articolo, qui su Vinted Model, abbiamo esaminato come negli anni 70-80-90 l'aeromodellismo in Italia fosse stato protagonista, e come poi questo fenomeno, pur essendo più accessibile, in realtà abbia visto una diminuzione degli aeromodellisti praticanti. Ma non solo, è crollato anche il mercato di riferimento: dalle aziende italiane produttrici al microcommercio fatto di negozi aperti in ogni centro con più di 10.000 abitanti.


Noi avevamo individuato alcune cause:

- le importazioni di prodotti senza regole

- il non essere riusciti a trasmettere la passione alle nuove generazioni


Voi lettori, nei tanti commenti sulla gruppo degli aeromodellisti vintage ne avete individuate molte altre:

- il cambiamento sociale che ha di fatto spazzato via la classe media

- il disinteresse dei giovani da tutto ciò che non sia uno smartphone

- il cambiamento dei ritmi di vita inconciliabile con un hobby che richiede tempo

- la difficoltà intrinseca a questa attività

- la cattiva gestione itstituzionale delle categorie acrobatiche come la F3A


Bene. Noi siamo tornati a riflettere sul tema, e siamo certi che per capire che cosa non abbia funzionato sia necessario tornare a quegli anni. E capire come fosse gestito il business del modellismo. Per questo abbiamo in programma una lunga intervista a Benito Bertolani che in qualche modo ne è il testimone diretto.


Ma non solo. Stiamo analizzando che cosa succedesse nel mercato. A livello di logica commerciale infatti, allora, al di là del mercato esistente e di nicchia, uno dei propositi era l'allargamento della platea. Ed allora furono molte le iniziative editoriali, per divulgare il più possibile la passione. Tra queste ne ricordiamo due in particolare: quella della costruzione del Biplano Stearman e quella per lo SkyScout, entrambe di De Agostini.




BIPLANO STEARMAN

Il concetto era buono: comprare il modello a pezzi, costruirlo passo passo e portarlo a volare. Una bella iniziativa per diluire nel tempo i costi dell'operazione, e per dare il tempo ai novizi di maturare passione e competenza. Peccato che... non volasse!


Già. Il modello, una volta costruito risultava decisamente pesante; la componentistica era scadente, i costi complessivi importanti, e infine nemmeno volava. Non perlomeno con il motore .28, che aveva proposto la De Agostini con i fascicoli: un misconosciuto LEO.

Diverse persone, con esperienza aeromodellistica, lo hanno fatto volare con un SuperTigre G51. E anche con quel motore era comunque necessario aggiungere peso in punta... E quindi sorge spontanea la domanda: "ma perché sprecare una iniziativa potenzialmente interessante rifilando ai propri affezionati lettori un prodotto che non funziona?".


Tutto ciò a maggior ragione, se si tiene conto che la costruzione sarebbe avvenuta a cura di aspiranti appassionati e che quindi non si poteva certo puntare sul contenimento dei pesi costruttivi al 100%.


Questa a nostro modo di vedere ha due risposte possibili, alternative:

- si voleva guadagnare sulla nascita di un hobby, puntando sulle aspettative delle persone e dando a loro un prodotto scadente perché ciò ne garantiva non solo la sostenibilità ma anche gli utili

- all'interno del progetto non vi erano le competenze per costruire un modello volante con le giuste dotazioni per farlo volare, considerando anche la limitata esperienza di chi avrebbe messo in atto la costruzione




SKY SCOUT

Qui le cose andavano meglio. L'aeromodello, presentato nei primi anni 2000 funzionava e volava. Come modello scuola base risultava di costruzione deboluccia, soprattutto per quanto concerne le ali ed il piano di coda, e non aveva gli alettoni; però comunque era un prodotto più funzionale del precedente.


Ovvio che qui, rispetto allo Stearman si perdeva un pò il concetto dell'aeromodellismo tradizionale fatto di mesi di lunga costruzione, per poi approdare al Maiden Fly.


Qui, a nostro modo di vedere, sono state sprecate delle occasioni per costruire dei nuovi appassionati e per trasferire i valori della passione. Anche in questi esempi a nostro modo di vedere sono rintracciabili delle piccole concause di cosa possa non aver funzionato nel settore. E forse anche su queste iniziative le istituzioni del settore, o i suoi rappresentanti, avrebbero dovuto in qualche modo intervenire. Voi che cosa ne pensate?

Comunque siccome noi siamo per costruire e non per distruggere, abbiamo reperito un esemplare del Super Stearman e dello SkyScout, e fatte tutte le necessarie e opportune modifiche, li porteremo a volare facendovi una recensione dettagliata. Con le giuste modifiche secondo noi ci sarà da divertirsi!



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