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Piero Cuccolo: che fine hanno fatto i suoi modelli?

Cuccolo, Bettini e Bertolani sono certamente stati tra i maggiori costruttori italiani di aeromodelli. A loro è da attribuirsi la realizzazione degli aeromodelli più emozionali per oltre un trentennio, che hanno affollato i campi volo di tutta Europa. Ma ora quei modelli, intesa come scatole di montaggio e replicabilità, che fine hanno fatto?

La passione di Piero Cuccolo per l'aeromodellismo nasce, un pò come per tutti da semplice appassionato. Poi si struttura ed apre il proprio negozio a Rovigo. Gli affari vanno bene e la sua ambizione è quella di costruire la propria vita attorno alla sua grande passione.

Inizia così a disegnare dei modelli e di qui a creare dei propri kit; le vecchie e nostalgiche scatole di montaggio.


Ma ha subito un'intuizione che farà la differenza: utilizzare la vetroresina, per creare le fusoliere degli aeromodelli. Questo aumenta la velocità e la precisione della replicabilità; ma non solo. Permette anche delle prestazioni di volo superiori.


Crea gli stampi e inizia il lavoro. Un lavoro che segnerà il prosieguo di tutta la sua attività professionale. Due persone in negozio, due addetti agli stampi e alla composizione delle scatole di montaggio e la moglie, sempre vicina e appassionata.


Intanto evolve la tecnica costruttiva e anche le ali, inizialmente in kit di longheroni e centine, diventano in polistirolo e obeche. Ed insieme ai propri modelli arrivano anche quelli di altri aeromodellisti, che contribuiscono con le proprie intuizioni al progetto. Lui li trasforma in kit, facilmente replicabili per l'aeromodellista.


Da quelle mura di Rovigo nascono alcuni modelli iconici e ancora ricercatissimi come il famoso Tucano di Cuccolo (qui il nostro rebuilding del modello). Gli anni 80 e 90 sono decenni d'oro. I modelli di Cuccolo affollano gli scaffali dei negozi di tutta Italia e dei campi volo (incluse manifestazioni e gare) in tutto il mondo. Una rilevanza di mercato che si traduceva in oltre 400 kit prodotti e venduti all'anno.


Ma ora, volendo possedere uno di quei modelli quali sono le alternative?

1 - cercarne uno usato vintage: spesso non si trovano a buon mercato e sono comunque da ricostruire, a partire dallo smontaggio del modello (esperienza fatta!!!)

2 - cercare una scatola di montaggio dell'epoca: sono quasi introvabili e nel caso costosissimi, senza considerare che alcuni materiali, nel tempo possono aver perso le proprie proprietà meccaniche

3 - Acquistare il kit nuovo


E se il punto 3 vi sembra fantascienza, e' quello che abbiamo pensato quando l'abbiamo saputo; sappiate che non è così.


Gli stampi di Cuccolo e tutto il know how per la costruzione delle scatole di montaggio è stato infatti rilevato da Daniele Rossi, titolare dell'omonimo negozio Modellismo Rossi, in centro a Varese.


"Nel 2012, afferma Daniele Rossi, quando ancora il mio negozio era aperto, avevo acquistato gli stampi dei modelli. Avevo intenzione di venderli nel nostro negozio, come facevamo fin da prima e di sviluppare le modalità di creazione del kit, magari con la tecnologia a laser. Ma poi i numeri non ce lo hanno permesso. L'importazione di prodotti provenienti da altri paesi, senza regole hanno prima reso insostenibile l'attività del negozio, che quindi ho deciso di chiudere ormai 6 anni fa. E poi hanno di fatto reso insostenibile l'ammodernare i kit come avrei voluto".

Da una parte, pensando alla rispondenza del prodotto con l'originale, forse è un bene. Già perché i kit sono ancora disponibili e acquistabili on-line su www.rossiaeromodellismo.it e di fatto, è come acquistare il kit originale direttamente da Piero Cuccolo, scomparso nel 2017 a 71 anni.


Per Daniele Rossi l'attività ha perso il significato commerciale che inizialmente poteva avere, per il crollo dei numeri di riferimento:

"Oggi costruire quei kit per me è una questione di passione. I 3 o 4 kit che produco all'anno, non sono sufficienti nemmeno a coprire le spese vive dell'attività. Ma trovo giusto continuare a svolgerla, per preservare la reperibilità di un prodotto di eccellenza, nostalgico e che rappresenta un vecchio modo di fare aeromodellismo al quale sono legato. Ogni tanto qualcuno mi chiede ancora di vendere gli stampi. Ma per ora rispondo che stanno bene dove sono".

Anche la storia di Daniele Rossi, come quella di Piero Cuccolo, è indissolubilmente legata al mondo del modellismo. Suo papà fondò Modellismo Rossi nel 1965, allora si parlava di volo vincolato. E fu un punto di riferimento per tutto il varesotto fino al 2016. Ora al suo posto vi è un negozio che vende e ripara macchine da cucire.




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